Festival dei matti
XV edizione
15/17 maggio 2026
Eccetera…
“L’eccetera ..non si arrende al come va a finire, tiene insieme l’adesso con un dopo, l’avanti con il qui e allude ad un possibile ignorato che deraglia ed è meglio se si fa due volte, eccetera, eccetera, un abbraccio al mondo, nonostante il mondo. L’eccetera continua oltre questo tempo, oltre lo scontato, come un passo che comincia e ancora non atterra. Non conclude, non finisce. Nel nostro eccetera, con questa sedicesima edizione, continueremo ad interrogarci sulla sofferenza indotta dall’assoggettamento dell’uomo sull’uomo, sulla violenza di genere (quella plateale e quella larvata), sugli ostracismi, sulla colonialità che ci abita, su un tempo orfano di parole capaci di restituire senso, valore, cura, legami.
E lo faremo, ribaltando i finali, sulle tracce vivide e indelebili della poeta Anna Toscano, a cui sarà dedicata
una giornata, e di Gianfranco Rizzetto, che ha visto nascere il Festival e che con la sua caparbietà e
dedizione ha dato la forza di continuarlo.”
La XVI edizione del Festival dei Matti, che si svolgerà a Venezia dal 15 al 17 maggio prossimi in un momento per noi di forte dolore, vuole essere una sfida alla rassegnazione, all’inesorabile, alla stretta di un caso che ci vorrebbe inchiodati alla disperazione del non più. Abbiamo deciso di sabotare questa condizione e, malgrado tutto, di rimetterci in moto, ricomponendo i pezzi della nostra storia, allestendo un archivio in carne ed ossa che la riepiloga, continuando così a darle seguito.
Apriremo le danze al Teatrino Groggia con l’istallazione “L’eccetera che siamo noi”, venerdi 15 maggio dalle ore 18 alle ore 22: ci incontreremo lì a ripercorrere i nostri 15 anni, a ritrovare volti, voci, libri, tracce e testimonianze di cosa siamo stati e traiettorie di riflessione da perseguire e da proseguire. Racconteremo di noi ma realizzeremo anche, insieme a chi lo vorrà, una Visual Assembly, un dialogo partecipato e creativo sulla natura del confine tra normalità e follia, tema da cui abbiamo preso le mosse nel 2009 e che torniamo oggi collettivamente a interrogare.
Riprenderemo i lavori al Teatrino di Palazzo Grassi sabato 16 maggio alle ore 16, in un pomeriggio interamente dedicato ad Anna Toscano, con il video della performance che la poeta realizzò al Festival nel 2019 insieme al regista Mattia Berto (presente alla proiezione), dando voce all’incredibile racconto di Susan Sontag intitolato “Baby” incluso nella raccolta “Io,eccetera”.
Saranno poi i nostri ricordi della presenza di Anna al Festival, delle storie che ci ha regalato, di quel tessuto di parole, poesia, letteratura che ci ha cucito addosso negli anni dove il male di vivere, le lacerazioni e i rammendi non hanno il sapore secco della clinica ma la ridondanza e la bellezza di
un mondo al femminile irriducibile al silenzio, alla disciplina dei discorsi, alla ferocia dell’ordine del
mondo. Parleremo di lei insieme a Gianni Montieri, poeta e marito di Anna, e anche di “Brava Giulia”
il suo romanzo pubblicato postumo da Nottetempo e dei sogni che continua ad evocarci nel suo dire
“la tragedia non mi calza”, ancora oggi, nonostante tutto. Chiuderà il pomeriggio “Discorso sui
sogni un reading di Gianni Montieri da Tre, poesie di Roberto Bolaño.
La sera alle 21.15 sarà la volta dell’attesissimo incontro “La vita normale senza eccetera” con una
delle maggiori drammaturghe e scrittrici contemporanee, Yasmina Reza. Prenderemo spunto dalle
spiazzanti narrazioni di ciò che in “La vita normale” Reza rintraccia nelle aule dei tribunali: il montaggio di una normalità cupa e ottusa, dove la violenza resta a lungo inavvertita perché normalizzata e nutrita da favole identitarie, ideologie e dispercezioni di cui sembriamo tutti e tutte complici.
La giornata di domenica 17 maggio, sempre al Teatrino di Palazzo Grassi, inizierà la mattina alle
11.00, con l’incontro “I matti, i dazi e le rose” dedicato a Franco Rotelli, compagno di strada di
Franco Basaglia, a lungo Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste. Parleremo, insieme
a Giovanna Del Giudice, Doralice Malachin, Stefano Naim e Armando Pitocco, psichiatri di diverse
generazioni, del lascito di quell’esperienza, delle contraddizioni e delle sfide che oggi le teorie e le
pratiche di salute mentale devono attraversare per non ridursi a mero controllo e rimozione del dolore
mentale e della soggettività di chi lo vive.
Il pomeriggio alle 15.30 nell’incontro “Malgrado il mondo: le lotte, le resistenze, le utopie possibili” saranno Miguel Benasayag, filosofo e psicoanalista e Luca Casarini, attivista diMediterranea Saving Humans a discutere di come sottrarsi all’impotenza che sembra imporci il nostro ordine del mondo, agendo seriamente (non solo in una dimensione individuale) e gioiosamente e fare a pezzi l’ordinaria rassegnazione che satura ovunque l’orizzonte.
A chiudere la giornata, alle ore 18,30 “Gianfranco e l’eccetera che siamo noi” con Massimo Cirri,
Stefano Cecconi Francesco Vacchiano e Daniele Giordano, un omaggio a Gianfranco Rizzetto,
pilastro del Festival e di tutto quello che ha generato negli anni, che ci ha insegnato la gratitudine
alla vita, la lotta alle ingiustizie, la passione per questo nostro matto eccetera che, ancora e
comunque insieme a lui, non smette di accadere.


