15.05.16. – De la trasgressione, ore 21

 

Domenica 15 maggio

Teatrino e parco Groggia

Ore 21.00

 

De la trasgressione. Intorno alla scuola medica salernitana spettacolo teatrale della Compagnia Teatri di Popolo

da una favola di Matteo Dymarè

con Teresa Pepe, Viola Di Caprio, Sara Bianchi, Fatima Mutarelli, Orsola Rainone, Anna Donnarumma, Marinella Marino, Nicola Paolelli, Vincenzo Peluso, Ciro Mollo, Valerio Leproux, Giulio Molino

ideazione scenica e regia

Marco Dell’Acqua

aiuto regia

Adriano Ruggero

parole per la scena

Marco Dell’Acqua , Fatima Mutarelli

consulenti per le scenografie

Luca Lamberti  Gaetano Siniscalchi

responsabili Parte Tecnica

Marco Alfano, Pietro Beatrice

drammaturgia, scenografie, musica e costumi 

Teatri di Popolo

ufficio stampa

Luca Laviola, Lucia Lamberti, Nicola Sessa

 

Perché la trasgressione sia lotta all’ignoranza e alla violenza tutta, 
ché trasgressione sia distruzione e scavalcamento progressivo di tutte le istituzioni totali,
ché trasgressione sia l’abbraccio più misericordioso e più lungo,
ché trasgressione sia coltivazione dei campi dell’amicizia,
ché trasgressione sia complicità prima e poi subito dopo
partecipazione fisica e intellettuale alle scelte strategiche
per la Bellezza della comunità,
ché trasgressione sia attività creativa performante,
ché trasgressione sia Lealtà e Onestà,
ché trasgressione sia combattere ogni leaderismo nefasto,
ché trasgressione sia nutrire consapevolmente il sogno,
ché trasgressione sia volgere il proprio sguardo più lontano, oltre, al di là del
proprio personale interesse, superando ogni definitivo preconcetto, guardare
più in là di un metro e mezzo o due, dove non esiste “l’oggettivo” verso un
nuovissimo mondo in cui ritornerà presto a regnare l’uomo guidato dalla sua
stessa divina essenza.

Marco Dell’Acqua

 

 

La fiaba simbolica, innestata su una storia appartenuta alla città di Salerno, è concepita in chiave pratica: i personaggi attraversano una serie di avvenimenti sotto forma di prove da superare, ostacoli che mettono in luce miserie e pregi del genere umano. Le personificazioni, facilmente riconducibili a degli archetipi, rendono il racconto emotivamente coinvolgente. Gli ospiti del centro di salute mentale di Salerno mettono in scena il proprio corpo e le proprie parole: alla fiaba iniziale si sostituisce il presente, che ha il volto di ciascuno di loro. Tutti i partecipanti vestono il ruolo di autori sia delle immagini messe in scena sia delle parole pronunciate dai personaggi: la gestazione precisa si trasforma in una creazione terapeutica. E’ una rinascita della capacità di mettersi in gioco nel mondo non una ma due volte, come persona e come attore. Tra gli obiettivi che il progetto si propone vi sono la valorizzazione delle eredità delle conoscenze, scientifiche e umane, della Scuola Medica Salernitana, del suo lascito etico e morale.
Afferma Luca Laviola, “Accogliere tutti. Ascoltare tutti e da tutti imparare. Un’eresia, mentre l’Europa fatica a tenere le frontiere aperte e si tratta sui singoli immigrati al suk della Turchia e dell’Ue. Una vera trasgressione, l’accoglienza. Ma qualcosa che a Salerno risale al Medioevo, quello amato da Umberto Eco, un periodo a torto considerato solo buio. Teatri di Popolo presentano Trotula de Ruggiero la medichessa, simbolo della Scuola Medica Salernitana, che nel regno longobardo di Gisulfo accoglie donne rifugiate e sapienti di cure da Paesi lontani. Fino a sconvolgere il potere che sulla conservazione si fonda. Una storia lontana e da molti dimenticata o misconosciuta che parla come poche al presente. Un orgoglio della città. Una sfida alla paura e al rifiuto dell’altro, potenziale portatore invece di cambiamento e di progresso”

 

 

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